19 maggio 2026

In Sicilia esistono anche i "viaggi della speranza" della lettura


Solo 86 comuni su 391 hanno almeno una libreria. Nell’Isola del mercato editoriale fragile e dei pochi lettori, in molte aree interne leggere significa ancora spostarsi verso i grandi centri o affidarsi agli store online



In Sicilia esistono anche i "viaggi della speranza" della lettura

In Sicilia esistono anche “viaggi della speranza” che non riguardano ospedali o cure mediche, ma qualcosa di molto più quotidiano, come  entrare in una libreria per comprare un libro, partecipare a una presentazione, sfogliare uno scaffale di novità.

 Oltre un milione e mezzo di persone vivono in comuni senza librerie

In Sicilia soltanto 86 comuni su 391 hanno almeno una libreria. Significa che oltre tre comuni siciliani su quattro, il 78% del totale, ne sono privi. In molte aree interne leggere quindi significa ancora spostarsi, come nell’Ennese, nel Nisseno, nei Nebrodi, in parte dell’Agrigentino e del Trapanese interno.  

Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori, nell’Isola operano circa 203 librerie, pari a 4,2 ogni 100 mila abitanti, molto meno delle 6,4 del Centro-Nord. Ma il dato più pesante riguarda la popolazione coinvolta: circa 1,5 milioni di siciliani vivono in comuni senza librerie.

Va detto che AIE considera soltanto le librerie vere e proprie, le attività dedicate prevalentemente alla vendita libraria, e trascura i punti vendita occasionali, che nei piccoli centri rappresentano spesso l’unico presidio culturale disponibile. Ma edicole, cartolerie o piccoli corner dedicati ai libri nei supermercati migliorano solo in parte la desertificazione libraria in Sicilia, che oltretutto tocca anche le biblioteche

Poche librerie, meno biblioteche

Secondo le elaborazioni AIE, il numero di biblioteche in rapporto alla popolazione è inferiore del 28% rispetto al Centro-Nord. Ma soprattutto quasi la metà delle strutture presenti nell’Isola, il 47,4%, non dispone di personale bibliotecario professionalizzato.

Il dato più impressionante riguarda i prestiti. In Sicilia si registrano appena 31 prestiti bibliotecari ogni mille abitanti contro i 741 del Centro-Nord. Una distanza enorme indice non soltanto di un minor utilizzo delle biblioteche, ma anche di servizi spesso meno strutturati, patrimoni librari più limitati e una rete culturale molto meno capillare. 

Di conseguenza, secondo le elaborazioni AIE su dati Istat, soltanto il 24% dei siciliani legge almeno un libro all’anno. È uno dei livelli più bassi d’Italia, molto distante dalla media nazionale che supera il 39%. In più, oltre la metà dei lettori legge non più di tre libri all’anno, mentre i lettori forti rappresentano una quota molto ridotta.

Crescono Ebook e audiolibri 

Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori, la diffusione degli ebook  in Italia cresce del 2,4%, raggiungendo 87 milioni di euro di vendite, mentre gli audiolibri salgono del 13,3%, arrivando a 34 milioni di euro. Complessivamente il comparto digitale rappresenta ormai il 7,5% del mercato italiano.

Un fenomeno che riguarda sempre di più anche la Sicilia, dove però la diffusione della lettura digitale assume caratteristiche particolari. Non esistono ancora dati regionali consolidati sul numero di lettori di ebook nell’Isola, ma diversi indicatori mostrano come il digitale stia diventando una risposta concreta alla fragilità della rete libraria tradizionale, con ebook e piattaforme online che rappresentano spesso l’unico accesso immediato ai libri. 

Negli ultimi anni anche le biblioteche siciliane collegate a piattaforme digitali come MediaLibraryOnLine hanno registrato un aumento dei prestiti ebook, soprattutto dopo il periodo pandemico. Una crescita che riguarda in particolare studenti universitari, giovani lettori e territori più lontani dai grandi centri urbani.

Allo stesso tempo, i dati Istat e Agcom mostrano come l’utilizzo di smartphone e dispositivi mobili  sia ormai molto diffuso anche nelle aree periferiche dell’Isola.  Ed è proprio attraverso telefoni, tablet e piattaforme digitali che una parte crescente della popolazione siciliana continua ad accedere ai libri, compensando almeno in parte la progressiva rarefazione delle librerie fisiche.

La tenuta degli editori siciliani

Nonostante un mercato fragile e una rete libraria debole, la Sicilia continua però a produrre libri. Nell’Isola operano oltre 260 case editrici, concentrate soprattutto tra Palermo, Catania e Messina. Accanto a marchi storici come Sellerio e Flaccovio, continua a esistere una rete di piccoli e medi editori indipendenti che pubblicano più di 2.200 titoli l’anno, soprattutto narrativa e saggistica e su una produzione culturale fortemente legata all’identità dei territori.

Palermo resta il principale polo editoriale siciliano grazie alla presenza di editori storici, festival culturali, università e manifestazioni come “Una marina di libri” che coinvolgono migliaia di persone. Catania mantiene un ruolo centrale soprattutto nell’editoria universitaria, scolastica e nella rete delle librerie di catena, mentre Messina conta su una significativa editoria accademica e culturale. 

Ancora una volta la Sicilia mostra una realtà piena di contraddizioni, dove accanto alla desertificazione libraria continuano a esistere esperienze culturali capaci di resistere e farsi apprezzare.

 

PP


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