Carburante alle stelle e margini azzerati, la pesca siciliana verso il blocco
L’allarme di Unicoop Sicilia sulla crisi strutturale della pesca, con il costo del gasolio che incide fino al 90% sui ricavi, mentre i danni climatici riducono la produttività. Le imprese senza liquidità non accedono ai fondi europei e il sistema si blocca: è urgente trasformare gli aiuti in strumenti strutturali>
C’è un dato che sintetizza meglio di qualsiasi altro la crisi della pesca siciliana: oggi il carburante può arrivare a divorare fino al 90% del valore di una battuta di pesca. Il margine operativo, in molti casi, semplicemente non esiste più.
È l’allarme lanciato nel corso di un’audizione presso la Commissione Attività produttive dell’Ars delle organizzazioni del settore. Insieme, hanno presentato un documento, già portato all’attenzione dell’Assessorato alla Pesca, per descrivere una crisi che non è più congiunturale ma sistemica."Il settore della pesca è al collasso - racconta Antonio Napoli, Responsabile regionale di Unicoop pesca - La crisi era evidente già dalla fine del 2025 ed è peggiorata con il ciclone Harry, che ha devastato approdi e imbarcazioni. Oltre ai danni strutturali, i pescatori si sono ritrovati con le reti piene di detriti che rendono l'attività di pesca impossibile. Per questo abbiamo chiesto all'Assessore un sostegno urgente: il comparto non può reggere il peso congiunto di questi disastri climatici e dell'insostenibile aumento dei carburanti."
Le richieste avanzate per fronteggiare la crisi prevedono sostegni finanziari diretti: per i marittimi è prevista una cifra è forfettaria di € 30,00 al giorno, che punta a coprire circa il 50% della paga media giornaliera (pari a € 62,27 secondo i CCNL di settore), mentre per le imprese l'aiuto è proporzionale alla dimensione della barca e alla durata dell'inattività.
Il documento, per quanto riguardi una situazione grave, è precedente all’ultimo shock energetico. La chiusura dello stretto di Hormuz infatti ha innescato un raddoppio del prezzo del gasolio in pochi giorni, con effetti immediati su un comparto che ha nel carburante la sua principale voce di costo variabile.
il governo regionale ha annunciato un provvedimento da 25 milioni di euro destinato a sostenere pescatori, agricoltori e autotrasportatori. Una cifra che le associazioni non respingono, ma che definiscono apertamente insufficiente rispetto alla portata della crisi.
Il punto centrale, ribadito anche da Unicoop Sicilia, è che l’emergenza ha ormai assunto carattere strutturale. E in questa condizione rischiano di saltare anche gli strumenti pensati per lo sviluppo. Senza liquidità, le imprese non sono in grado di partecipare ai bandi del FEAMPA, con il rischio concreto che una parte rilevante delle risorse europee resti inutilizzata.
La richiesta avanzata dalle associazioni è quindi tecnica prima ancora che politica: rimodulare le risorse disponibili per trasformarle da leva di investimento a strumento di sopravvivenza nel breve periodo. Da qui la richiesta di una rimodulazione dei fondi e dell’attivazione di strumenti di sostegno al reddito, come la CISOA, oggi ferma ma considerata potenzialmente decisiva per garantire una tutela ai lavoratori del comparto. “ La CISOA (Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli) è una sorta di ammortizzatore sociale che è stato pensato per l'agricoltura - spiega Napoli- ma in un momento critico come questo potrebbe benissimo essere anche impiegato anche per aiutare il comparto della pesca.”
Sul fronte istituzionale, è stato confermato che sono in corso interlocuzioni con il Ministero dell’Agricoltura e con la Commissione europea per l’attivazione di un quadro temporaneo di crisi, sul modello di quello adottato durante la pandemia. Una risposta è attesa nel giro di una settimana.
Nel frattempo, però, si profila un ulteriore elemento di instabilità: il blocco annunciato degli autotrasportatori, che potrebbe ridurre la disponibilità di carburante anche per le marinerie e alimentare nuove tensioni sui prezzi. Un effetto domino che il settore teme più della crisi stessa.
PP
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