8 agosto 2026

Semiconduttori, l´Etna Valley ha bisogno di acqua: 7,2 milioni per i pozzi di Pantano d´Arci




Semiconduttori, l´Etna Valley ha bisogno di acqua: 7,2 milioni per i pozzi di Pantano d´Arci

immagine generata da AI

L’acqua diventa una delle infrastrutture necessarie per la nuova fase industriale dell’Etna Valley. Sono 7,2 i milioni di euro destinati all’ammodernamento del campo pozzi di Pantano d’Arci, nella zona industriale di Catania, con l’obiettivo di rafforzare l’approvvigionamento idrico destinato agli usi industriali.

La somma deriva dalla riprogrammazione di economie del Piano sviluppo e coesione della Sicilia. La proposta, avanzata dai dipartimenti regionali delle Attività produttive e dell’Acqua e dei rifiuti e predisposta dal dipartimento Programmazione, è stata approvata dalla giunta regionale. Il passaggio successivo sarà l’esame del Comitato di sorveglianza del Psc, necessario per aggiornare il Piano e rendere disponibile la copertura finanziaria.

L’intervento riguarda una delle opere considerate prioritarie nel piano del Comune di Catania per adeguare le infrastrutture idriche e fognarie a servizio della zona industriale. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica è già pronto e, secondo la programmazione comunale, i lavori dovrebbero durare dieci mesi dall’affidamento. A occuparsi dell’attuazione sarà Sidra, la società partecipata del Comune che gestisce il servizio idrico.

Il potenziamento del sistema idrico assume un peso particolare perché arriva mentre nell’area industriale di Catania sono previsti investimenti di dimensione molto più ampia. Tra questi c’è il “Silicon Carbide Campus” di STMicroelectronics, progetto da circa 5 miliardi di euro che punta a concentrare nell’Etna Valley tutte le fasi della produzione di semiconduttori in carburo di silicio.

Per sostenere l’investimento, la Regione ha previsto un cofinanziamento di 300 milioni di euro attraverso il Programma regionale Fesr 2021-2027. Il progetto rientra nelle politiche europee per le tecnologie strategiche e nel quadro del Chips Act dell’Unione europea.

Il rapporto tra le due operazioni è quindi soprattutto infrastrutturale: un grande insediamento produttivo richiede servizi industriali adeguati, a partire dalla disponibilità di acqua. L’ammodernamento del campo pozzi di Pantano d’Arci rappresenta per questo uno dei presupposti per accompagnare l’espansione del distretto tecnologico catanese.

L’intervento sui pozzi si inserisce inoltre in un programma più ampio di riqualificazione della zona industriale. Nelle scorse settimane sono stati avviati lavori finanziati con altri 50 milioni di euro attraverso il Fondo sviluppo e coesione 2021-2027.

L’intervento, dunque, non riguarda soltanto il miglioramento di una singola infrastruttura. Per l’Etna Valley la capacità di garantire acqua, reti e servizi adeguati diventa parte delle condizioni necessarie per ospitare nuovi stabilimenti e sostenere quelli già presenti. È su questo terreno che si misurerà anche la capacità della zona industriale di Catania di trasformare i grandi investimenti annunciati in nuova capacità produttiva e occupazione qualificata.

PP


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