24 luglio 2025

Palermo sull´orlo del caos
Cosa sta succedendo davvero?


L’ondata di violenza a Palermo: l’allarme lanciato quattro anni fa sul crack non è stato raccolto. E oggi cominciano a manifestarsi gli effetti



Palermo sull´orlo del caos <br> Cosa sta succedendo davvero?

Giulio Ambrosetti

Che succede a Palermo? Da cosa nasce l’ondata di violenza, soprattutto giovanile? Cosa c’è dietro le tante rapine ai danni di turisti, commercianti e cittadini in generale? Le interpretazioni sono tante. C’è chi dice che all’interno della propria maggioranza di centrodestra il Sindaco della città, Roberto Lagalla, avrebbe qualche problema. Qualcosa di vero sembra esserci, non a caso lo stesso primo cittadino, un po’ piccato dall’atteggiamento di alcuni esponenti politici cittadini e dalle voci che girano, ha detto a chiare lettere che certi giochi e giochetti non gli vanno a genio e che è pronto a dimettersi. Non sono tanto i fischi che il Sindaco ha raccolto durante la processione di Santa Rosalia: questi ci sono sempre stati. E’ l’atmosfera politica, con riferimento soprattutto alla parte politica di Lagalla, il centrodestra, che lascia perplessi. Per carità, le cose da fare sono tante, ma le strumentalizzazioni, specie se recepite da chi dovrebbe dare una mano a chi governa, non possono non creare malumori. 

In effetti, è come se fosse in corso una gara a mettere in primo piano i problemi della città, che ci sono, dimenticando però quello che l’attuale Giunta ha fatto. Dai primi anni ’80 del secolo passato, a Palermo non si asfaltavano le strade. Non venivano asfaltate nemmeno le strade ‘bucate’ per i tanti lavori pubblici in corso, che andavano avanti in molti casi senza costrutto da anni. Si usava ‘attuppare’ i ‘pirtusi’ con una gettata di catrame. Le strade abbandonate da decenni, con le piogge, formano altre buche: anche in questi casi, una gettata di catrame e via. L’attuale amministrazione comunale di strade cittadine ne ha già fatte sistemare un bel po’, a cominciare da via Libertà: non ammetterlo è pura disonestà intellettuale. Magari, questo sì, si dovrebbe porre maggiore attenzione alle periferie. 

E che dire delle surreali polemiche sul cimitero monumentale della città di Santa Maria dei Rotoli? L’amministrazione Lagalla ha risolto un problema enorme. Ricordiamo che la passata Giunta, oltre ai ‘buchi’ di Bilancio (che in verità sono prerogativa di quasi tutti i Comuni dell’Isola), ha lasciato in eredità un cimitero dove le bare con le salme venivano accatastate qua e là per mancanza di loculi. Una vergogna. Tutto sommato in tempi brevi, la Giunta Lagalla è riuscita ad eliminare lo spettacolo indecoroso ereditato dall’amministrazione di centrosinistra. Da allora si susseguono polemiche. C’è chi contesta l’allargamento del cimitero dei Rotoli: e dove dovrebbero essere sistemate le bare con i morti? Nel mare antistante dell’Arenella e di Vergine Maria? Nelle ultime settimane si contesta anche il progetto di un parcheggio. Uno dei problemi del cimitero dei Rotoli, che diventa enorme e irrisolvibile durante le festività dei Morti, è la mancanza di parcheggi. Ora ci sono cittadini che - legittimamente, per carità - vogliono il verde, gli impianti sportivi e chissà che cos’altro ancora al posto dei parcheggi. Ovviamente, se il parcheggio salterà, gli stessi cittadini lamenteranno il caos delle automobili durante i giorni delle festività dei Morti.   

Ma polemiche politiche e strumentalizzazioni a parte, c’è un problema serio e vero: la citata esplosione della criminalità per lo più giovanile. La violenza, a Palermo, tra alti e bassi, non è mai mancata. Ma i fatti che si susseguono da un po’ di tempo sono insoliti. A parte qualche rissa e le possibili minacce ai commercianti sembra esserci dell’altro. Cosa? Forse per provare a interpretare il fenomeno bisogna fare qualche passo indietro. Andando a rileggere cosa diceva quattro anni fa Nino Rocca. figura storica di Palermo nel campo delle attività sociali. Rocca si occupa degli ultimi del capoluogo siciliano da oltre quarant’anni. Nei primi anni ’80 del secolo passato è stato tra i protagonisti di una battaglia culturale e politica per spingere il Comune ad occuparsi dei poveri. Allora nei Comuni siciliani i soldi non mancavano, ma al Comune di Palermo dicevano che non c’erano risorse per le classi più povere. Da allora Rocca ha sempre lavorato a contatto con i quartieri popolari della città. Quattro anni fa ha lanciato un allarme sul crack, droga pericolosissima che allora si stava diffondendo: “A Palermo il crack tra i giovani rischia di diventare un’emergenza sociale. Vorrei lanciare un appello al mondo della scuola, al mondo della sanità e ai servizi sociali. E’ assolutamente necessario porre la dovuta attenzione a questo fenomeno in piena diffusione. La repressione, da sola, non basta. Ricordo che gli interessi che ruotano attorno alla diffusione del crack a Palermo sono notevoli: dietro ci sono la mafia nigeriana e la mafia siciliana. Il crack a Palermo sta dilagando. E’ questo è dovuto alle sue caratteristiche. A differenza della cocaina, che ha un certo costo, una dose di crack la si può acquistare con cinque, al massimo dieci euro. E’ un prezzo che invoglia tanti ragazzi. Da qui la sua diffusione in città tra le giovani generazioni. Lancio l’allarme perché il crack dà subito dipendenza e provoca effetti devastanti” (qui l’intervista di Nino Rocca rilasciata a I Nuovi Vespri quattro anni fa: https://www.inuovivespri.it/2021/02/05/crack-emergenza-palermo-mafia-nigeriana-a-ballaro-nino-rocca/ ). A distanza di quattro anni Rocca precisa: “Al centro di questa ondata di violenza che si registra a Palermo c’è la droga, soprattutto il crack. Ne abbiamo parlato quattro anni fa. Abbiamo lanciato l’allarme ma il fenomeno è stato sottovalutato”.

Fine prima puntata/ Continua


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