Il codice della strada non vale per bici e monopattini
Incidenti evitati per miracolo, pedoni travolti e automobilisti costretti a fare retromarcia: la giungla urbana cresce nell’assenza di controlli
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Giulio Ambrosetti
Non sappiamo se a Palermo gli incidenti siano in aumento o in diminuzione. Per onestà di cronaca va detto che, dopo oltre quarant’anni, alcune importanti strade cittadine sono state asfaltate. Questo, con molta probabilità, non influisce sul comportamento in strada di automobilisti, motociclisti, ciclisti e titolari di monopattini. Quello che si nota, sia nelle strade principali, sia nelle altre strade, è il caos. Ormai il mancato rispetto del codice della strada, nel capoluogo siciliano, sembra diventato la regola.
Tutti sappiamo che “percorrere una strada a senso unico" significa circolare nella sola direzione consentita, mantenendo la destra sulla carreggiata e rispettando la segnaletica. È fondamentale non circolare in senso opposto, poiché comporterebbe sanzioni”. Ebbene, a Palermo, per biciclette e monopattini, in tanti casi, circolare in senso opposto in una strada a senso unico è diventata normalità. Questo succede perché i titolari di biciclette e monopattini che ignorano i sensi unici sanno benissimo che nessuno li richiamerà all’ordine e che nessuno li sanzionerà. Con molta probabilità, se per le strade cittadine fossero presenti i Vigili urbani questo caos non esisterebbe. Se tale caos trionfa, ebbene, questo succede perché, in città, di Vigili urbani nelle strade se ne vedono pochi, o non se ne vedono proprio.
Oggi, a Palermo, bisogna stare molto attenti quando si attraversa una strada a senso unico. Di solito, si guarda dalla parte da dove potrebbero provenire auto, bus, moto, biciclette e monopattini. Non commettete tale ‘errore’, perché potrebbe costarvi caro. Questo perché, come già accennato, molti titolari di biciclette e monopattini percorrono ormai ordinariamente i sensi unici all’incontrario. Chi scrive è stato già investito una volta da una bicicletta, per fortuna con conseguenze lievi: non c’è stato verso di convincere il ciclista che non si può percorrere una strada a senso unico in senso opposto; il ragazzo sosteneva che le biciclette non sono tenute a rispettare il codice della strada. Qualche giorno fa, per miracolo, non siamo stati travolti da un monopattino che sfrecciava in senso opposto in una strada a senso unico. Noi, ribadiamo, abbiamo evitato l’impatto perché, quasi per istinto, ci siamo tirati indietro. La ragazza sul monopattino ha perso l’equilibrio ed è finita a terra. Per fortuna senza conseguenze. La ragazza ha iniziato a inveire contro di noi dicendo che dobbiamo stare attenti: anche lei, come il ciclista, è convinta che i monopattini non sono tenuti a rispettare il codice della strada.
Altra storia degna di nota è avvenuta un paio di mesi addietro in via Dante. In questo caso siamo stati spettatori di una scena surreale. La strada, è noto, è a senso unico. Una signora anziana attraversa proprio a ridosso delle strisce pedonali, guardando ovviamente dal lato da dove provenivano le auto; viene travolta, sulla sua sinistra, da una ciclista che aveva imboccato la corsia dei bus, dei taxi e delle auto autorizzate. Non contenta di aver investito una signora anziana, la ragazza diceva che la donna anziana non era sulle strisce pedonali! Un signore che ha assistito alla scena è intervenuto per far presente alla ragazza che, intanto, una bicicletta non può percorrere la corsia riservata a bus, taxi e auto autorizzate per giunta all’incontrario; e, in ogni caso, essere venti centimetri fuori dalle strisce pedonali non significa che viene meno il diritto di precedenza. Siamo rimasti colpiti dal fatto che, anche questa ragazza, sosteneva che le biciclette non sono tenute a rispettare il codice della strada! Del resto, basta osservare cosa succede in via Libertà mattina e pomeriggio, e magari di sera, per accorgersi che biciclette e monopattini percorrono ordinariamente all’incontrario la corsia di bus, taxi e auto autorizzate. Tempo perso sottolineare che non potrebbero circolare in questa corsia anche nel rispetto del senso di marcia.
Tutto questo, lo ribadiamo, succede perché i controlli nelle strade, a Palermo, di fatto non esistono. Ultima notazione. Dalle parti in cui abitiamo c’è una strada stretta a senso unico. Un paio di mesi fa, passeggiando in questa via con il cane, assistiamo a una scena un po’ comica. Un signore imbocca la strada con la sua auto. All’altra parte due moto di grossa cilindrata imboccano il senso unico in senso opposto. A metà strada, proprio davanti a noi, l’auto e le moto sono ferme. “Lei ha visto che arrivavamo e si è infilato lo stesso”, ha detto un motociclista con aria di sfida. Il signore dell’auto, molto educato, risponde: “Vi ricordo sommessamente che questa strada è a senso unico”. Risposta: “Noi ce ne fottiamo e ora lei fa marcia indietro”. Arriva un altro automobilista e ferma l’auto dietro la prima auto. Poi un terzo automobilista. Dalla seconda automobile scende un signore ben messo nel fisico dai modi spicci: “Ci stati scassannu a… Itivinni sinnò v’ammazzu a vastunati e vi scassu i mutura”. I due motociclisti fanno inversione a 180 gradi e vanno via in silenzio. Forse è questa l’unica ‘legge’ che oggi funziona nelle strade di Palermo?
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