Gioco d´azzardo, allarme giovani. In Sicilia record nazionale di spesa VIDEO
Un quarto degli studenti italiani coinvolti. L’Italia primo mercato europeo, con 157 miliardi di giocate. Catania e Palermo tra le città più colpite dalla dipendenza da gioco nella fascia 18-74
Il gioco d’azzardo in Italia non è più solo una questione economica, ma una vera emergenza sociale. A preoccupare maggiormente è la sua diffusione tra i più giovani: secondo una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, un quarto degli studenti delle scuole medie e superiori pratica il gioco d’azzardo, con percentuali già significative di comportamenti problematici.
Tra gli 11 e i 13 anni gioca il 25,4% dei ragazzi, e il 2,4% mostra segnali di dipendenza precoce. Nella fascia 14-17 anni, la quota scende leggermente (23,4%) ma aumenta la percentuale di giocatori problematici, che arriva al 3,9%. Il fenomeno riguarda soprattutto i maschi (fino al 36,6% tra i 14-17enni), ma colpisce anche le ragazze, spesso attraverso il canale online: quasi la metà dei giovanissimi giocatori scommette infatti sul web.
L’anomalia italiana: 157 miliardi di euro e boom dell’online
Il “Libro nero dell’azzardo”, report di Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, parla di una vera e propria anomalia italiana in Europa. Nel 2024, il volume complessivo delle giocate ha toccato i 157,4 miliardi di euro, pari al 7,2% del PIL nazionale e superiore persino alla spesa sanitaria complessiva.
Un dato impressionante, cresciuto del 6,6% rispetto al 2023 e del 42,5% in cinque anni. Ogni cittadino maggiorenne ha speso in media 3.137 euro in un anno, con perdite totali per gli italiani pari a 23 miliardi di euro.
A trainare il settore è l’online, che nel 2024 ha raggiunto i 92,1 miliardi, superando di gran lunga il gioco fisico (65,3 miliardi). I conti di gioco attivi sono oltre 20 milioni, quasi uno ogni due adulti nella fascia 18-74 anni.
L’Italia è così diventata il primo mercato europeo e uno dei più grandi al mondo, con perdite record rispetto a Regno Unito, Germania e Francia.
Di fronte a questi numeri da capogiro, lo Stato è diventato “dipendente dall’azzardo”, considerandone irrinunciabili le entrate fiscali, anche se a discapito dei costi sociali e sanitari, enormi e in gran parte scaricati sulle fasce più vulnerabili.
Non a caso, l’azzardo viene definito una “tassa sulla povertà”, che colpisce le famiglie più fragili, aggravando indebitamento, isolamento, conflitti e, nei casi peggiori, rischi di usura. Si stima che circa 1,5 milioni di italiani abbiano comportamenti problematici legati al gioco.
Sicilia epicentro dell’azzardo: record a Catania e Palermo
Se a livello nazionale dunque i numeri sono già allarmanti, in Sicilia la situazione appare ancora più grave. Qui si registra uno dei volumi di gioco online più alti d’Italia: 2.260 euro pro-capite considerando tutta la popolazione (neonati inclusi). Limitando l’analisi alla fascia 18-74 anni, la media sale a 3.120 euro per persona.
Le province siciliane sono stabilmente ai vertici della classifica nazionale: Siracusa (3.549 euro), Messina (3.536) e Palermo (3.521) occupano i primi posti subito dopo Isernia. Ancora più impressionanti sono i dati delle grandi città: Catania detiene il record nazionale con 4.803 euro pro-capite di spesa complessiva (online + fisico) e Palermo si piazza poco sotto, con 4.548 euro pro-capite. In entrambe le città, circa due terzi delle giocate avvengono esclusivamente online.
Una generazione a rischio
Il quadro, quindi, è doppio: da un lato un’economia parallela che muove miliardi, dall’altro un fenomeno culturale che colpisce le nuove generazioni. L’azzardo tra i giovani rischia infatti di consolidare comportamenti di dipendenza già in età precoce, alimentati dalla facilità di accesso all’online e dalla percezione, sbagliata, di sicurezza legata ai loghi istituzionali.
Un problema che, come dimostra la mappa nazionale e siciliana, non riguarda più solo chi gioca, ma l’intero tessuto sociale, con conseguenze sulla salute pubblica, sull’economia delle famiglie e sulla legalità.
Uscire dal gioco, la piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità (https://usciredalgioco.iss.it/it/), si propone come una risorsa per coloro che vogliono cambiare il proprio comportamento di gioco patologici, grazie all’aiuto di un’équipe multidisciplinare, afferente al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità.
PP
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