UE, verso una nuova legge sulla biotecnologia
Più investimenti, norme coerenti e ricerca rafforzata
Il Comitato per la sanità pubblica chiede un quadro normativo più semplice, sicuro e capace di attrarre capitali e offrire nuove opportunità per la ricerca e le imprese del settore
Foto di KENNETH RODRIGUES da Pixabay
Il Parlamento europeo muove un passo importante verso una nuova legge sulle biotecnologie. Il Comitato per la sanità pubblica ha approvato il documento che contribuirà a definire il testo finale, chiedendo all’UE di sfruttare al massimo il potenziale delle scienze della vita per migliorare l’assistenza sanitaria.
La richiesta principale è rendere il sistema normativo più semplice e favorevole all’innovazione, senza rinunciare alla sicurezza dei pazienti, alla qualità dei prodotti e al rispetto dei principi etici. Il nuovo quadro dovrà coordinarsi con le riforme già in corso nel settore farmaceutico e con la proposta sui medicinali critici.
Regole più chiare per la ricerca clinica
La relazione insiste sulla necessità di procedure di sperimentazione clinica più snelle, trasparenti e uniformi in tutta l’UE. Questo permetterà di accelerare lo sviluppo di nuovi trattamenti e migliorare la collaborazione tra i diversi Paesi europei.
Innovazione, AI e nuovi poli di ricerca
I deputati chiedono inoltre di sostenere la nascita di hub regionali dedicati alla biotecnologia, dove ricerca, cliniche, competenze regolatorie e formazione possano lavorare insieme. L’obiettivo è chiaro: fare dell’Europa una destinazione di riferimento per investimenti, produzione e studi clinici.
Il rapporto evidenzia anche il ruolo sempre più importante dell’intelligenza artificiale, già impiegata per ottimizzare i bioprocessi, sviluppare biofarmaci e rendere la ricerca più efficiente.
Più fondi per start-up, scale-up e PMI
Un’altra priorità è rafforzare i finanziamenti lungo tutta la filiera biotech, soprattutto per le realtà più giovani e innovative. L’attenzione è rivolta alle biotecnologie che rispondono a bisogni medici urgenti, dalle malattie rare alla resistenza antimicrobica. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche un Fondo europeo dedicato all’innovazione biotecnologica.
PP
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