La proposta: collegare le dighe per non sprecare acqua
La Trinità si riempie e si svuota in mare, la Garcia viene quasi prosciugata e l’Arancio attende trasferimenti. Dal Trapanese all’Agrigentino, perché non attivare gli schemi idrici pensati già negli anni ’60?
Giulio Ambrosetti
Le cronache di queste ore raccontano che l’emergenza idrica in provincia di Trapani è finita. Meglio così. Detto questo, vogliamo provare a lanciare una proposta. E’ noto che, nel territorio di Castelvetrano, che è una zona molto piovosa, è stata realizzata la diga Trinità. In questo invaso artificiale, come si legge su Wikipedia, “in assenza di opere di sistemazione idraulico-forestale nel bacino imbrifero, si è avuto un rapido interrimento del lago che ha ridotto significativamente la capacità utile di invaso”. Per dirla in breve, fino a quando non verranno risolti i problemi, buona parte dell’acqua che si raccoglie in questa diga del Trapanese verrà gettata in mare nel nome della sicurezza. Si determina, così, una situazione paradossale: mentre questa provincia, che peraltro è molto ricca di pozzi, presenta carenza idrica, l’acqua della diga Trinità finisce in buona parte in mare.
La soluzione sarebbe quella di risolvere i problemi idraulico-forestali. Ebbene, in attesa che questi problemi vengano affrontati e risolti non si potrebbe realizzare un collegamento tra la diga Trinità e la diga Garcia di Roccamena, in provincia di Palermo, o con la diga Arancio di Sambuca, in provincia di Agrigento?
Da quello che si sa, quest’anno una parte importante dell’acqua della diga Garcia è stata trasferita nella diga Arancio. A quanto pare, le autorità hanno fatto male i conti e hanno quasi svuotato la diga Garcia la cui acqua viene utilizzata per usi potabili in un gruppo di Comuni del Trapanese che sono rimasti a secco. Contemporaneamente, mentre si prendeva l’acqua della diga Garcia per trasferirla nella diga Arancio, l’acqua della diga Trinità finiva in mare per questioni di sicurezza. Ora, piuttosto che gettare in mare una parte considerevole dell’acqua della diga Trinità, non sarebbe opportuno collegare tale diga con la diga Garcia o con la diga Arancio? In questo modo l’acqua della diga Trinità, invece di finire in mare, verrebbe utilizzata per i Comuni del Trapanese e per irrigare le aree agricole dell’Agrigentino.
Qualcuno potrebbe obiettare: trasferire l’acqua da una diga a un’altra ha un costo. Certo, ma l’energia per trasferire l’acqua dalla diga Garcia alla diga Arancio è stata trovata: e di certo tale energia avrà avuto un costo. Di più: considerato che nel Trapanese e nell’Agrigentino non mancano certo le pale eoliche, non crediamo che sia impossibile piazzare alcune pale eoliche per produrre energia da utilizzare per il trasferimento dell’acqua da una diga all’altra. Poiché i collegamenti tra gli invasi artificiali dovrebbero essere la norma, proprio perché tali invasi artificiali sono stati realizzati in Sicilia anche per fornire acqua alle province che in certe annate potrebbero aver usufruito di poche piogge, questo sistema potrebbe diventare la norma.
Del resto, negli anni ’60 del secolo passato, i progettisti delle dighe siciliane della Cassa per il Mezzogiorno ipotizzarono la realizzazione di otto schemi idrici nella nostra Isola proprio per collegarli l’uno con l’altro, appunto per evitare che alcune aree della nostra Isola, per scarsa piovosità, rimanessero senz’acqua per l’agricoltura e per i centri abitati.
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