La città che ha dichiarato guerra ai suoi alberi
Tre alberi rischiano l’abbattimento per far posto a un centro commerciale. Del resto, in città il verde è sempre stato considerato un intralcio alla “sostenibilità” del tram, ai cantieri eterni e alla devozione per l’asfalto.il capoluogo siciliano paga con caldo, inquinamento e ossigeno in meno
Giulio Ambrosetti
Palermo non è città per gli alberi. La loro esistenza ostacola le grandi ‘intelligenze’ che si occupano di fare brillare il “trasporto pubblico sostenibile”, le attività commerciali e i cittadini che non sopportano i tronchi, i rami, le foglie e, soprattutto, le radici. Inutile sottolineare che è anche a causa dell’abbattimento di migliaia e migliaia di alberi che la città, durante la stagione estiva, si trasforma in un grande forno a microonde.
Non è facile spiegare a Palermo che la presenza degli alberi attenua il caldo. Non è argomento per ‘panormosauri’ (i cittadini di Palermo che, appena ne hanno la possibilità, trasformano spiagge e verde in immense distese di teglie di pasta al forno e 'arrustute' di carne). In questi giorni le attenzioni si sono concentrate su tre alberi in via Toscana. Siamo in una zona di Palermo che prima della grande corsa al cemento degli anni ’50 e ’60 del secolo passato si chiamava ‘Girato delle rose’. Era una zona di verde che è stata ‘inghiottita’ dai palazzi ad eccezione del Verde Terrasi, il rettangolo compreso tra via Brigata Verona, via Empedocle Restivo, via Lazio e viale Campania. Un agrumeto sfuggito alla speculazione edilizia grazie all’assessore all’Urbanistica del Comune di Palermo degli anni ’60, il socialista Anselmo Guarraci. Via Toscana si trova, sì e no, a 200 metri dal Verde Terrasi, oggi intitolato al magistrato Gaetano Costa, ucciso dai mafiosi il 6 Agosto del 1980.
Perché i tre alberi dovrebbero essere abbattuti? Perché creano problemi a un nuovo centro commerciale, l’ennesimo di una città dove gli abitanti, a quanto pare, quando non lavorano si recano a fare acquisti a ritmo continuo. Se i tre alberi non sono stati abbattuti lo si deve alle proteste di un gruppo di cittadini, ai consiglieri comunali di opposizione. al giornalista Mario Pintagro, appassionato di natura e botanica che si è subito mobilitato e anche all’assessore comunale Pietro Alongi che in una città di ordinari ‘cannibali’ sta dimostrando di avere buon senso. Scrive sulla propria pagina Facebook Mario Pintagro: “Caro assessore Alongi, in assessorato esistono mezzi, tecnici e operai per espiantarli e collocarli nell'aiuola di viale Campania, dove c'è la targa che ricorda il cronista Mario Francese, assassinato dalla mafia nel '79. Il periodo, peraltro, è quello giusto, le sterculie vanno espiantate col caldo ed hanno un'eccezionale resistenza all'espianto, sono piante prodigiose ed energiche. Caro assessore, abbiamo un disperato bisogno di alberi in questa città e perderne due belli grossi è veramente un peccato. Forza, faccia uno sforzo, è anche più conveniente espiantarli. Diversamente c'è il costo del trasporto a discarica e dello smaltimento”.
Ce la farà l’assessore Alongi ad evitare di uccidere tre alberi sistemandoli in viale Campania, che peraltro si trova a due passi?
Ricordiamo che a Palermo, dal 2012 ad oggi, sono stati eliminati migliaia e migliaia di alberi. Per realizzare 15 km di costosissime linee di Tram, tra il 2012 e il 2013 sono stati abbattuti centinaia di alberi in viale Leonardo Da Vinci. Una follia, considerato che il Tram è stato presentato come “sostenibile”. Peccato che via Leonardo Da Vinci, oggi, sia un concentrato di inquinamento elettromagnetico provocato dal Tram elettrico e di inquinamento da gas di scarico delle automobili, se è vero che le due corsie di questa via si sono ristrette. Insomma, una “sostenibilità” al contrario. In estate, poi, si aggiunge il già ricordato effetto forno a microonde e avventurarsi in via Leonardo da Vinci con il caldo è una tortura. In compenso, il Tram, tranne in qualche ora del giorno, viaggia quasi sempre con pochi passeggeri, se non vuoto, con le perdite economiche che non si contano più. Il riferimento è all’AMAT, l’Azienda per il trasporto pubblico di Palermo, società per azioni in house: che tradotto significa una finta società privatizzata, perché le azioni le detiene il Comune di Palermo. Un’Azienda comunale, l’AMAT, i cui bilanci sono stati terremotati proprio dal Tram.
Da ricordare anche il taglio degli alberi in Piazza Politeama, il cuore della città. Il tutto per fare posto a una stazione ferroviaria che nessuno sa quando entrerà in funzione. Anche in questo caso, il taglio degli alberi è stato motivato con la “sostenibilità” del trasporto su rotaie.
Eh sì, a Palermo, la “sostenibilità” dei trasporti via Tram elimina gli alberi, elimina di conseguenza una fonte di ossigeno (negli uffici del Comune di Palermo sembra prevalga una sorta di idiosincrasia verso la fotosintesi clorofilliana…), fa aumentare il caldo e rende i contesti invivibili. Quindi il più recente taglio di tutti gli alberi che dividevano le due corsie di viale Michelangelo. Dicono che è stato fatto perché le radici creavano problemi al manto stradale. In compenso i cittadini che abitano da quelle parti hanno guadagnato il caldo e la riduzione dell’ossigeno. Un affarone, insomma, non vi pare?
Ci sarebbero da ricordare le eliminazioni di altre centinaia di alberi. Per esempio, gli alberi che vengono eliminati quando in città vengono aperti cantieri che non si chiuderanno mai. Nella villetta di Piazza Principe di Camporeale, causa eterni appalti, sono volati via quattro o cinque alberi. Il più grande - un ficus - ancora resiste: ma la partita è aperta.
I casi, ribadiamo, sono centinaia. Anche perché ci sono alberi che vengono abbandonati e cadono al primo colpo di vento. In questo caso la ‘responsabilità’ è degli stessi alberi non di chi non li ha curati: nel capoluogo siciliano funziona così. Ci sarebbero anche gli alberi piantumati che vengono in buona parte abbandonati e muoiono. Qualcuno si salva perché viene innaffiato dai cittadini volenterosi. E in arrivo, se i soldi non sono finiti tutti a sostenere la guerra in Ucraina, c’è il progetto per la nuova linea di Tram che ‘inghiottirà’ gli alberi di Piazza Don Bosco. Finalmente libereranno questa zona dal ‘fastidioso’ verde per raggiungere anche lì la felicità del microonde…
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